venerdì 6 marzo 2015

Coltivare le patate in vaso? Ci sono dei vantaggi

Coltivare le patate in vaso sul balcone

Tra gli ortaggi più insoliti tra quelli coltivati in vaso, troviamo le patate. Eppure poche piante sistemate in mastelli o contenitori vari possono offrire raccolti abbondanti, , grazie ad una caratteristica tipica delle patate., cioè la capacità di emettere nuove radici enuovi tuberi a mano a mano che vengono rincalzate.

Le patate devono essere coltivate in un vaso alto, che consenta di collocarle a 30-40cm dal bordo. Un mastello o un bidone sarebbero l'ideale. Quando la pianta raggiunge i 15-20cm di altezza si comincia il rincalzo, aggiungendo terreno nel vaso in modo da rialzare il livello del suolo di almeno 10 cm e si prosegue con successivi rincalzi fino a raggiungere il bordo del contenitore. Al momento della raccolta (quando la pianta, dopo il ciclo vitale, si è seccata) basterà rovesciare il bidone per vederne uscire una pioggia di patate, che cresceranno abbondanti nel terreno di rincalzo. Le patate si seminano da marzo a luglio, preferibilmente in luna calante.

La fioritura della patata prelude la formazione dei tuberi
 
Le patate fanno parte di quegli ortaggi che richiedono vasi di una certa dimensione per essere coltivate con soddisfazione. Il diametro minimo di un vaso per coltivare una pianta di patate è di 25 cm.Nell’esempio che illustro ho usato un vaso di 40x90 cm circa nel quale sistemeremo cinque piante di patate. Naturalmente lo scopo non è ottenere una grande produzione, bensì una produzione di qualità. Scavando nella terra sotto le piante raccoglieremo le patatine novelle, quelle di pochi  centimetri di diametro che si sbucciano semplicemente strofinandole con le mani. Fritte tutte intere, appena raccolte, sono una delizia che solo chi se le coltiva da solo può gustare.
 
 

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L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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Le patate da seminare si possono ottenere semplicemente esponendo alla luce alcune di quelle che abbiamo comperato al supermercato. In alternativa si possono utilizzare le patate da semina, reperibile solitamente nei garden center già pregermogliate. Assicuratevi che i germogli siano corti e “grassi”: quelli esili e lunghi non daranno buone piante. Le patate da seme sono piccole, e non abbisognano di essere  divise; ciò non toglie che diano origine a patate grandi. Vanno preferite perché solitamente sono garantite resistenti a molte malattie.

 
 
 
Se le patate sono grandi, è preferibile tagliarle. Una patata con diametro di 4-5 cm può essere seminata intera, quelle più grandi si possono dividere conservando alcune gemme in tutte le parti. Preferibilmente dividete le patate in due tagliandole con un coltello affilato in senso longitudinale. Più il taglio è netto, meglio si cicatrizzerà subito. Le patate si possono seminare un paio di giorni dopo il taglio.

Lasciate le patate all’aria aperta per far asciugare il taglio. Se avete della cenere di caminetto, potete usarla per strofinare i tagli.

 

 

Il vaso va preparato svuotandolo per un profondità di 25 cm circa. Mettete la terra tolta in un contenitore  adatto e miscelatela con  un 30% di terriccio fresco. Le patate sono molto avide quindi se volete potete aggiungere a questa miscela della cenere di legna o dello stallatico pellettato.
Non usate il letame: gli ortaggi che crescono sottoterra (patate, carote, rape, ecc.) vanno seminate in terra che è stata letamata nell’anno precedente. Il letame fresco può causare marciumi, cattivi sapori, divaricazione dei tuberi o radici.

 
 

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Per questa semina ho usato lo stallatico  pellettato della Terflor

Informazioni dal sito Terflor: Lo STALLATICO GIARDINO PIU’ TERFLOR è un prodotto naturale derivante dalla miscela di stallatico bovino ed  equino con lettiere torbose. La sostanza organica così ottenuta,  subisce un processo di umificazione ed essiccazione, originando un prodotto ricco di elementi nutritivi utili a tutte le piante, con effetto benefico sul suolo. L’elevata dotazione di acidi umici e fulvici favorisce, infatti, la formazione di aggregati organo-minerali indispensabili per conferire al terreno una maggiore stabilità di struttura, lavorabilità e fertilità.L’humus di origine vegetale ed animale, ricco di microelementi essenziali è particolarmente indicato per la fertilità dell’orto, frutteto, giardino e in presemina anche per il tappeto verde. PRONTO ALL’USO. http://www.terflor.it/sacc_stallat.html 
 

Spargete un po’ di questo stallatico pellettato sul fondo del vaso, e con un attrezzo idoneo rigirate la terra in modo che lo stallatico penetri a fondo nel terreno.

 
 
 
 

Ora disponete le patate sul terreno, con i germogli verso l’alto. Notate il sesto di impianto, che disegna come dei triangoli tra le piante. In questo modo ogni pianta confligge meno con le altre,  rispetto ad un eventuale impianto lineare.

Coprite con la  terra che avevate messo da parte ed arricchita come detto in precedenza. Non dovete riempire completamente il vaso, riempite solo fino a 10-15 cm dal bordo. Questo spazio servirà ad aggiungere nuova terra quando le piante saranno emerse, effettuando il cosiddetto “rincalzo”. La base della pianta ricoperta (in più riprese) di terra fino a colmare il vaso, emetterà nuove radici e darà molte patate in più. Se al termine del rincalzo ricoprirete la terra con del telo nero, vi capiterà di raccogliere delle ottime patatine semplicemente alzando il telo.

 

Infine, date un tocco di professionalità al vostro lavoro aggiungendo un cartellino con il nome dell’ortaggio seminato e la data di semina.

La patata si semina a circa 10 cm di profondità, e va successivamente rincalzate anche più volte. Il tempo di emersione della pianta varia dai 7 ai 15 giorni.

 
 

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Patate in crescita
 

martedì 3 marzo 2015

Ortaggi sul balcone durante l’inverno

Ortaggi sul balcone durante l’inverno
Chi dispone di un balcone può continuare anche d’inverno alcune produzioni, considerando che il balcone, comunque, è molto più protetto del campo aperto. Ovviamente anche sul balcone possono verificarsi condizioni di temperatura non sopportabili neppure dalle piante più resistenti: in  questi casi, specialmente se si tratta di freddi occasionali (una o due notti) sono sufficienti protezioni attuabili senza grandi difficoltà
 

Ho già ricordato in alcuni post precedenti quali sono le piante più resistenti al freddo; ricordo qui la lattuga (strettamente di stagione), il prezzemolo, i cavoli specialmente da foglia, la rucola, le aromatiche perenni.  Vale la pena ricordare alcune precauzioni preventive e alcuni accorgimenti pratici da mettere in atto nelle nottate che si prevedono più fredde. (Si riconoscono con una certa esperienza, in genere sono quelle molto stellate con il cielo terso e limpido).

Sposate i vostri vasi nelle zone più illuminate del balcone
 

- Se il terrazzo non è completamente illuminato, come può accadere specialmente nei mesi invernali quando il sole transita piuttosto basso nel cielo, spostate i vasi nelle zone più luminose dove possono godere della massima quantità di sole.

- Innaffiate pochissimo: limitate l’irrigazione al minimo indispensabile ma non sospendetela completamente perché comunque il freddo causa disidratazione.

 
 

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- Sospendete o limitate al minimo anche le concimazioni, e comunque sospendetele un mese prima di raccogliere in modo che la pianta abbia il tempo di smaltire i nitrati.

- Fate una scorta di teli di tessuto non tessuto, quanti ne potrebbero servire per coprire le piante.

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Coltivare l'orto Editrice, 2014

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Il tessuto non tessuto è molto leggero e può essere steso sulle piante senza timore che le schiacci. Piuttosto, se c’è pericolo di vento, bloccatene i bordi con qualcosa di pesante. Sotto il telo filtrano a sufficienza sia aria che luce, quindi le piante saranno in buone condizioni.

In caso di piante alte usate il tessuto non tessuto per incamiciarle, legandole con dello spago senza stringere.

Tenete presente che il materiale scuro assorbe il calore molto più di quello chiaro: potete coprire la terra attorno alle basi delle piante con del telo plastico nero, questo manterrà il terreno caldo e umido a sufficienza.

Il tessuto non tessuto (TNT) si acquista presso i garden center e può essere usato in diversi modi. Lascia passare aria e luce ma protegge dal freddo
 

Fate aderire bene il telo alla base del fusto, perché è proprio la brina che si forma sul terreno a far congelare la corteccia, uccidendo la pianta. In questo senso qualsiasi pacciamatura in gradi di proteggere le basi delle piante (specialmente dei rampicanti) è veramente salutare. Potete usare cortecce d’albero, carta di giornale o cartone, paglia, e qualsiasi altro materiale.

Il nero attrae il calore solare, il chiaro lo respinge. Rendete quanto più nera ogni parte del vostro orto. Poitete coprire la terra dei vasi con del telo plastico nero
 

Le piantine piccole possono essere protette con delle bottiglie di plastica tagliate a metà e appoggiate sulle piantine stesse. Per la sola protezione notturna si possono usare anche vasi di coccio o altri contenitori appoggiati sulle piante. Nel caso dei vasi coprite anche il buco inferiore di sgrondo dell’acqua.

Le piccole piante possono essere riparate efficacemente coprendole con una mezza bottiglia di plastica
 
 

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